Le bugie di Garlasco

Quanto ci costano?

Mai, come il 2025 ha suonato una melodia, di merda. Suoni scombinati che racchiudono sentimenti ed emozioni sbagliate. Dove c’è musica c’è chi l’ha scritta, ma soprattutto chi la dirige. Un pifferaio magico che viene seguito dai topi, dai ratti della peggior specie. Ma è un’onda, un suono che si propaga, che, come una peste infettiva, contagia e uccide la libertà di pensare.

Tante ombre, che, come nuvole, coprono la verità per riscriverne un’altra che fa più comodo. Ogni bugia nasconde un guadagno. Le bugie valgono quanto il denaro. Quindi la domanda che mi pongo è: quanto ci costano queste menzogne?

Prendiamo una vicenda mediatica su tutte: Garlasco. Ma ci rendiamo conto che un nome, una sola parola è come il fulmine che genera una tempesta. Ormai è un nome di città che ha già assunto il potere: della menzogna, del delitto, del tradimento, della corruzione, della condanna ingiusta.

Stiamo scoprendo il Conte di Montecristo del terzo millennio: Alberto Stasi.

Un ragazzo che oltre al dolore di aver perso il suo amore trucidato nel buio delle scale, ha perso il cuore spezzato dalla morte improvvisa del padre, ha perso la sua libertà frantumando la vita di sua madre rimasta da sola. Nella giustificazione di una sentenza piena di menzogne. Pedali scambiati quando c’erano le foto in un album perduto che ritraeva la stessa bici con gli stessi pedali mai scambiati, risalente a diverse settimane prima del delitto. Scarpe a pallini, mai ritrovate e mai acquistate da Alberto. Foto compromettenti nel suo computer che in realtà sono la normalità della curiosità umana e non determinano certo una patologia. Impronte su un dispenser, solo di Alberto, poi si scopre che ce ne sono altre sedici. L’impronta sul tappetino del bagno che oggi scopriamo contiene l’aplotipo Y dei maschi Poggi, come i capelli strappati e trattenuti dalla mano di Chiara che contengono il DNA femminile della linea materna dei Poggi. I ventitré minuti che sono 15 visti gli 8 necessari ad arrivare in bicicletta, per compiere i disegni di sangue che firmano questo delitto. Al posto di contare i minuti necessari a formare le gore ematiche, perché non si assegna un numero di secondi a goccia o macchia e si fa la somma, sarebbero 900 secondi; vogliamo contare le macchie e vedere che superano di gran lunga questo tempo? La bicicletta, una visione circostanziata o, meglio, un’altra bugia. Non c’era il tempo di rubarla per eseguire il delitto, se fosse stata rubata sarebbe un delitto premeditato e non d’impeto come in sentenza. Agosto, un giovane coperto di sangue che vola come Pantani lungo le strade di Garlasco, che gronda sangue da tutte le parti, ma non lo vede nessuno e non ci sono gocce di sangue lungo tutto il percorso da via Pascoli a casa Stasi. L’arma che compare e scompare come un oggetto magico. I graffi sulle braccia che vengono dichiarati e poi negati. I tappetini della golf di Alberto che rispondono al luminol ma non vengono analizzati. Gli oggetti sul corpo di Chiara che vengono repertati ma non analizzati. L’impronta sulla maglia di Chiara che magicamente scompare girando il corpo. Le impronte di Chiara che vengono prese due giorni dopo la sepoltura dovendo riesumare il corpo. Gli interrogatori multipli sovrapposti, in cui gli interrogati lasciano la caserma senza firmare il verbale, obbligo di legge, e ritornano avanti e indietro per quattro volte, prima per fare la domanda di base dell’accademia: lei dove si trovava il giorno e all’orario. Verbali che non vedono e non dichiarano il malessere improvviso e il soccorso dell’ambulanza durato quaranta minuti. La presentazione di uno scontrino del parcheggio che viene solo fotocopiato, mai repertato e mai analizzato. Quante bugie siamo disposti ad accettare? Quanti soldi siamo disposti a spendere? Diciotto anni di bugie, menzogne per mantenere in piedi una tesi, periti che dichiarano il falso durante giuramento, che scrivono in perizia: tre repliche, quando si scopre la bugia, sono tre prove con quantitativi diversi di diluizione. Si dichiara, che il DNA è degradato, non comparabile, ma che si può comparare con Stasi e quindi non lo si può escludere. Doppia bugia, non solo si scopre che la perizia è farlocca, ma che stasi poteva essere escluso nel 2014 e questo avrebbe rafforzato il ragionevole dubbio, ma… i media continuano a raccontare bugie, a mantenere lo status quo altrimenti cade tutto il castello. La consulenza Pasquale Linarello viene demolita subito mettendo in grave crisi la carriera e il duro lavoro di un professionista, e a chi si va a chiedere di verificarla? Allo stesso mentitore che non solo viene sbugiardato dalle nuove analisi della Dottoressa Albani, ma anche dal verbale in brutta copia ritrovato dalla stessa, nella documentazione sequestrata. Unghie perse, intonaco perso, scarpe e pantaloni e canottiere distrutte senza analizzarle perché si sa mai che raccontino un’altra storia. Una perizia fantasma che spunta come riferimento, ma mai esistita e mai presentata, ma caso vuole parti del suo testo e delle sue conclusioni emergono in un’altra perizia. Altre bugie: avevo 40 di febbre, è un refuso. Ma la vogliamo finire? È stata massacrata una ragazza, Chiara, di pelle e di fatto. Era chiara, trasparente e determinata al punto che il suo fare chiarezza l’ha portata alla morte. Inserita in altre bugie come: il fotomontaggio, i verbali di sit dove le menzogne non finiscono. Alberto sarà scagionato e scarcerato e questo determinerà l’inizio della sua rivincita, per Chiara, per suo padre, per sua madre, per sé stesso, nessuno potrà restituirgli 10 anni di vita rubati. 10 anni di assenza da casa e solitudine vincolata in carcere. Le bugie prima dette e poi scritte costeranno al popolo italiano i milioni di euro spesi per fare le indagini e i processi, per gli stipendi e le pensioni di coloro che grazie al caso Garlasco hanno fatto carriera. Alle nuove indagini. Al risarcimento dovuto ad Alberto e a sua madre per il danno subito. Quanto vale una bugia in televisione? Quanto costa pagare una bugia in tribunale? Come può una bugia valere più di una vita strappata a Chiara e ad Alberto? Nel caso Garlasco le bugie hanno avuto le gambe lunghissime, bisognerebbe creare una tabella con la bugia, le conseguenze che ha generato, e i costi sostenuti; questo per determinare il costo e farlo pagare a chi ha mentito, a chi ha sbagliato, a chi ha fatto carriera e ha avuto un vantaggio economico da quelle bugie. Alla fine in Italia non si fanno le indagini per scoprire la verità e dare giustizia, si fanno per alimentare e consolidare una grande bugia.